Per Mario Tritto, presidente API Milano, la nomina di Rita Monica Russo è “un segnale importante per tutte le donne in uniforme e per chi crede nel valore delle istituzioni”

Per la prima volta nella storia del Corpo di Polizia Penitenziaria, una donna guiderà la Direzione generale del Personale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha infatti nominato Rita Monica Russo nuovo direttore generale, segnando un passaggio di grande valore simbolico e istituzionale.

Originaria di Gallipoli (Lecce), la Russo ha alle spalle una carriera prestigiosa, durante la quale ha ricoperto incarichi di alto profilo: direttore generale della Formazione, direttore della Scuola Superiore dell’Esecuzione Penale “P. Mattarella”, dirigente generale con funzioni di provveditore dell’amministrazione penitenziaria per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e, in precedenza, direttrice del carcere di “Borgo San Nicola” di Lecce.

La sua nomina rappresenta un riconoscimento al merito e alle competenze maturate sul campo, ma anche un segnale di rinnovamento per un settore strategico dell’amministrazione penitenziaria.

«Accogliamo con soddisfazione la scelta del ministro Nordio – dichiara Mario Tritto, presidente dell’Associazione Poliziotti Italiani – sezione di Milano –. La dottoressa Russo incarna professionalità, esperienza e capacità di visione, qualità che fanno di lei la persona giusta per guidare una direzione delicata come quella del Personale. La sua nomina è un segnale importante non solo per il Corpo della Polizia Penitenziaria, ma anche per tutte le donne che ogni giorno operano nelle Forze dell’Ordine».

Secondo Tritto, questa decisione «valorizza una figura di altissimo livello e conferma come la competenza possa aprire la strada anche a ruoli finora inediti per le donne. Siamo certi che la dottoressa Russo saprà affrontare con determinazione e lungimiranza le sfide che attendono il Corpo nei prossimi anni».

Un passo avanti che segna una pagina storica per la Polizia Penitenziaria e che rafforza il percorso verso una maggiore apertura e valorizzazione delle professionalità interne.